Dicono di Isabel

 
La bellezza di una donna è uno scandalo intollerabile
per chi sopravvive incatenato al mondo.
C'é chi non supporta questa luce
e tenta di estinguerla com la violenza.
Così nel chiaroscuro di Isabel Lima
le donne si offrono e si difendono da un amore
che sfregia e che uccide,
come "Teresa Batista stanca di guerra"

Fabrizio De André e Alessandro Gennari


 

"Tante donne, una donna
bisogni uguali e sempre unici
luci e ombre si rincorrono
sulla strada che porta
a un futuro migliore"
Le donne di Isabel Lima, figure isolate e poste in primo piano avvolte da una luce ad esaltare
linee e particolari in un'essenzialità ricca di profonda interiorità.
Donne che parlano con la mente e con l'anima di ansie  e delusioni, di ricerche e di sogni.
 
Figure frutto di storie ed esperienze personali, con donne che rivendicano una loro precisa identità, un ruolo sociale libero da troppi condizionamenti, una vera liberazione che parte dall'anima, dalla mente.
E una scelta precisa: il nudo "vestito di poesia e di intimità", segno e messaggio di libertà.
Immagini senza concessioni all'ambiguo, bensì permeate da un'atmosfera un poco magica ad evidenziare sempre l'ardore della testimonianza.
 
Isabel Lima... non altro che "fotografia", con cui legare, con un filo sottile ma tenace, favola e realtà che compongono il suo percorso di donna e di artista.
Franco Azimonti
Assessore alla cultura

 

L'opera e il messaggio di Isabel Lima

La nudità che Isabel Lima tenta di ritrarre nelle sue fotografie, con qualità e raffinatezza, è quella che esige rispetto, e la donna che vi appare deve essere rispettata. E' importante accorgersi che il lavoro di questa fotografa non si avvale della ricchezza dei colori, ma piuttosto dell'uso esclusivo del bianco e nero, il semplice dualismo del giorno e della notte, della luce e dell'ombra, della donna e dell'uomo, del presente e del futuro. La fonte di tale ispirazione è radicata nella cultura tradizionale brasiliana e nell'inconscio collettivo al quale Isabel appartiene.

E' con piacere che il Consolato generale del Brasile a Milano e l'istituto Brasile-Italia (Ibrit di Milano) danno il loro sostegno a questa mostra di Isabel Lima, promossa dal comune di Castellanza.

Luiz Carlos Lessa Vinholes
Responsabile del settore culturale di cooperazione e divulgazione
del Consolato generale del Brasile a Milano

 

Isabel ha un dono particolare. In un mondo in cui si fa a gomitate come in una partita a rugby, dove regna la regola delle pubbliche relazioni, Isabel coltiva il suo delicato amore per la fotografia, in special modo per i ritratti ai bambini, la fotografia dell'innocenza, della naturalezza, ricamandola con un tenero romanticismo.

Ha il grande pregio della discrezione e della normalità: se una cosa deve accadere accadrà.
Il lavoro documentato in queste pagine nasce da un sincero desiderio di testimoniare contro la violenza sui bambini e sulle donne.

È un ricerca maturata istintivamente, in cui i soggetti degli scatti, da un set semplice e naturale, fermano con un gesto della mano la violenza. Isabel crede nella testimonianza che la fotografia può portare agli occhi dei molti, anche a quelli più indifferenti, e ci colpisce con il gesto, il più semplice, di un palmo della mano messo in primo piano. E così, dalla sua gentilezza traspare una personalità molto forte, la forza di chi, con fermezza, non accetta violenze gratuite.

"La bellezza di una donna è uno scandalo intollerabile per chi sopravvive incatenato al mondo. C'è chi non sopporta questa luce e tenta di estinguerla con violenza. Così nel chiaroscuro di Isabel Lima le donne si offrono e si difendono da un amore che sfregia e che uccide come Teresa Batista, stanca di guerra". Sono parole sCritte dal cantautore Fabrizio De André per l'introduzione del suo libro Isabel Lima: Fotografia (Varese 1998).

Isabel non è stata personalmente coinvolta da queste violenze, ma le è bastato sentire un fatto accaduto, un grido,  per dare avvio al suo lavoro. Isabel prosegue nella sua ricerca con immagini che tornano ai ritratti del periodo dell'innocenza e con delle foto di nudo, dove la nudità viene offerta senza malizia, come la rappresentazione più vicina alla nostra anima.

Rosanna Checchi
Direttrice Artistica Zoom


 

A volte capita di rimanere "toccati" da delle immagini,
non importa che siano scabrose, violente o altre cose del genere,
a volte è sufficiente che siano immagini e basta.
 A me è successo con la copertina di "Anime Salve".
Penso che quel ritratto di bambina sia una di quelle foto
che supera la stessa realtà ritratta.
Quasi sempre è la realtà che cede all'immagine un po' di se stessa,
l'immagine ne prende quella che può e la conserva più o meno dignitosamente.
In questo caso è diverso, in quel ritratto c'è tutta la realtà di quel momento ma non solo.
C'è dentro una poesia a piacere che ognuno legge come può,
una poesia messa là da chi in quel momento ha saputo giocare
con un istante e lo ha usato come pura espressione.

Mario Maccantelli
Ammiratore fiorentino


Le donne di Isabel Lima

Ci sono fotografie che descrivono la realtà catturandone il velodell asuperficie e ci sono fotografie che guardano la realtà da dentro.
Le opere di Isabel Lima, giovane fotografa brasiliana che vive da alcuni anni in Italia, fanno parte di questa seconda categoria. E il dentro è costituito dal corpo e dai suoi gesti.
Corpi di donne che emanano dal bianco e nero bagliori di bronzo, luccichii di rame e, quasi sempre, sentori di spezie, cumino e curcuma.
Un bianco e nero antico, denso, che determina corpi di donne antiche, semplici, naturali; donne la cui nudità è interiore e si coagula attorno ad un gesto.
La fotografia di Isabel Lima ha una matrice antica, quella dei ritrattisti di un tempo: la persona, un fondale dipinto con macchie proteiformi, la luce. L’apparecchio fotografico e il suo occhio che determina il momento. Elegantemente retrò i suoi ritratti di bambini sorridenti o pensosi, impacciati di pizzi e merleti, sbocciati fra i fiori (sua la niña bruna sulla copertina dell’album Anime salve di Fabrizio De André).
Capita a tutti di incamerare sensazioni e di conservare oggetti che, non si sa mai, potranno tornare utili. Sensazioni e oggetti che rimangono lì, spesso assopiti, ma che talvolta lavorano dentro.
A Isabel Lima la notizia di una giovane, suicida dopo uno stupro, ha suggerito la vasta galleria di nudi femminili: corpi e sguardi decisi, occhi che hanno visto ciò che c’è da vedere, protetti dal gesto delle mani protese, più spesso di una sola mano avanzata in primo piano a mostrare il palmo, certo a dire basta alla violenza, ma anche a dire: "Aspetta, eccomi, conoscimi, io sono così, io sono così dentro."
La radice di una pianta divelta dal giardino diviene suggerimento del modo per spezzare il cerchio del dolore: l’ancorarsi della persona alla radice del sé interiore, alla radice che è dentro, pur messa a nudo nell’intrico sottile dei suoi filamenti.
Una vecchia cassetta da imballaggio per spedizioni navali diviene l’alveo in cui l’uomo, bianco, ancora giace timoroso di spogliarsi, di mostrare la propria innocenza, di abbandonare i condizionamenti, come le donne di Isabel hanno già fatto da tempo.

di Fabio Ionni


 

Fotografare le persone non è facile, oltre alla materia dei corpi, dentro alla foto rimane anche la "vita". Espressioni, movimenti, pensieri si uniscono alla materia in infinite combinazioni diverse, tu hai rubato al tempo alcune combinazioni e le hai fissate nelle tue immagini.

E' qui che entra in gioco la sensibilità di un'artista che sa cercare e trovare alcune di queste combinazioni secondo quelle che sono le linee della sua sensibilità.

Nei tuoi ritratti è possibile vedere il filo conduttore della tua personalità ed è molto bello tentare di seguirlo e assorbire con i sensi il valore che tu hai dato a quelle foto.

Al di là di quelli che posso essere i tuoi significati personali, ognuno vede con i suoi occhi, e come è giusto in questi casi, ciò che conta non è un significato oggettivo ma l'espressività dell'autore che fa viaggiare le emozioni dello spettatore.

La nudità trasmette subito un impatto diretto, la distanza fra lo spettatore e il soggetto si annulla, le tue donne diventano l'essenza della femminilità e la esprimono in modo naturale e istintivo.

Non ci sono artifici, solo naturalezza e istintività. La pelle, gli occhi, le mani tese sono i modi per lasciarsi guardare, per comunicare e difendere la bellezza e la fragilità della femminilità.

Spontaneità e femminilità, un binomio spinosissimo che ha percorso la storia sotto spoglie mai sue. La donna è fragile eppure fa paura. Vizzi tremendi e virtù inventate, colpe da espiare, pelle da coprire, forse non siamo capaci di rendere onore alla femminilità ed è difficile trattarla per quello che è.

Tu lo hai fatto nei modi che ti è dato di manifestare, io ho guardato i tuoi modi e ho aggiunto altra materia alla mia coscienza di uomo.

Andando ancora avanti coi pensieri mi è venuto di nuovo in mente De André e la sua "Ave Maria":
"...ave alle donne come te Maria, femmine un giorno per un nuovo amore, povero, ricco, umile o messia,
femmine un giorno e poi madri per sempre, nella stagione che stagioni non sente."

Ho guardato e riguardato la tua opera, ho trovato il modo per pensare e ho trovato il modo per sorridere, ho riflettuto e ho provato sensazioni, ma da uomo qualunque non riuscirò mai ad arrivare a un'idea assoluta o a un
pensiero stabile e distaccato nei confronti delle donne e della femminilità. 

Sembra proprio di entrare in un universo e non è facile orientarsi, per farlo bisognerebbe essere donna. Avverto la naturale diversità e ne sono attratto proprio perché è una cosa che non mi appartiene e ogni volta fugge 
dalle definizioni lasciando ancora più vivo il desiderio di capirci qualcosa.

Ecco Isabel, guarderò ancora il tuo lavoro e sorriderò. I significati possono essere mille ma se gli occhi continuano a guardare, la sensazione sarà una sola: la bellezza.

Al di là di tutto è sempre possibile misurare il valore delle immagini con la loro bellezza, non importa che i soggetti siano belli, sarà l'immagine di loro a esserlo e tu Isabel sai trasmettere bene questa sensazione.

Alla fine non posso che esprimere nei tuoi confronti il più classico dei complimenti: brava!

Mario Maccantelli 
Ammiratore fiorentino


 

Isabel Lima riesce a coniugare forza e sensibilitý in modo naturale, tanto da regalarci delle immagini che, pur nella loro evidente struttura narrativa, presentano ognuna un carattere paradigmatico di grande valore, tale da scuoterci dal torpore e dalla nostra apparente indifferenza".

Enrica Angella  e Piero Bongi


Egregia Sig.ra Isabel
ho avuto il piacere di conoscerla grazie all'articolo apparso su Zoom, mi creda, sono rimasto folgorato dalla semplicità delle Sue fotografie che trovo riduttivo definirle "stupende".

Poche volte mi è capitato di vedere immagini che fossero allo stesso tempo ineccepibili nella composizione, così delicate, ma che riuscissero a contenere un messaggio così forte e chiaro. Tutto all'insegna della massima semplicità, di quella che io reputo fotografia con la "F" maiuscola, alla faccia di quei fotografi che si arrampicano sugli specchi per produrre le solite scontate banalità.

Ho il bisogno di dirle che la ringrazio per le emozioni che mi hanno regalato e continuano a darmi le Sue immagini, mi sono rimaste impresse.

Ne approfitto per invitarla a visitare il mio sito, quando avrà tempo e voglia, e magari mi dicesse sinceramente come trova il mio modo di vedere.

Questi gli indirizzi : http://digilander.iol.it/jabiva nella Home Page una vecchia foto che ricorda le Sue, solo per la mano tesa ovviamente, :-)) e qui parte delle immagini sul tema " gente per strada": http://www.photographers.it/utenti/Free/FreePag.cfm?Cod=553
Cordiali saluti

Rocco Trono

 


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